composizione 1

Le carrozze

Oltre alla locomotiva, dietro al suo tender, non possono mancare le carrozze d'epoca. La Direzione del Trasporto Regionale dell'Emilia Romagna vanta un parco di tutto rispetto: si può contate su un numero complessivo di otto carrozze di cui la maggior parte atte al servizio regolare per treni d'epoca; le restanti sono in restauro, che le riporterà ad essere funzionali nel giro di breve tempo. Va anche sottolineato che la totalità delle vetture ci permette di poter usufruire di due composizioni omogenee nei colori castano-isabella tipici  dell'epoca terza. A tutto questo si aggiungono anche un bagagliaio a due assi e un furgone riscaldatore, munito di gruppo elettrogeno in grado di erogare una tensione continua di 3000 V cc; tutto ciò al fine di consentire il riscaldamento del treno durante i mesi invernali attraverso il più sicuro ed affidabile Riscaldamento Elettrico invece dell'obsoleto sistema a vapore. Con questo veicolo, quindi, anche durante i mesi invernali è possibile utilizzare i treni storici. Il furgone dispone anche di un vano di servizio.




Materiale già disponibile per treni storici


Tipo veicolo Numero di servizio Anno di costruzione Posti offerti Riscaldamento Velocità massima
Bagagliaio due assi DI 92025 1932
Salone unico polivalente
e scompartimento di servizio
a vapore ed elettrico 100 km/h
Vettura 3^ Cl. "Centoporte" CZ 36033 1930 - 1933 78 di terza classe
a salone unico
su sedili in legno
a vapore
CZ 36224 a vapore ed elettrico
CZ 36620 a vapore
CZ 37094 a vapore ed elettrico
CZ 39117 1933 (su telaio del 1909) elettrico
Vettura 3^ Classe CZ 31096 1953 88 di terza classe a
scompartimenti da 8 posti
su sedili in legno
elettrico
Vettura 2^ Classe BZ 32585 1935 80 di seconda classe a
scompartimenti
su sedili imbottiti
a vapore ed elettrico
BZ 32720 1935 68 di seconda classe a
scompartimenti
su sedili imbottiti
con scomparto saloncino polivalente
a vapore



composizione 2

La storia delle carrozze in Italia

All'inizio della storia delle ferrovie i veicoli per il trasporto dei viaggiatori s'ispirarono direttamente alle diligenze con il ripeterne più volte il modulo, caratterizzandosi quindi con portiere laterali per ogni fila di sedili. Anche quando si diffuse il corridoio centrale, che permetteva di circolare all'interno, in tutta Europa si continuò a costruire carrozze a sportelli laterali multipli. Le Ferrovie dello Stato, all'indomani della loro costituzione nel 1905, ordinarono carrozze a carrelli con telaio metallico e cassa di legno munite ancora di una porta per ogni modulo di sedili, rinnovando nelle dimensioni una tipologia prima realizzata su corte vetture a due o tre assi. Finita la prima guerra mondiale, in considerazione dei pesanti oneri di manutenzione derivanti dalle casse di legno, dei progressi delle tecniche costruttive e della maggiore potenza delle locomotive, s'inizio la costruzione di carrozze con cassa metallica, caratterizzate da porte di estremità, corridoio laterale e scompartimenti. Progettate nel 1921, fra il 1927 e il 1928 furono consegnate fra le altre 100 carrozze di prima classe Alz 10.000, di cui un esemplare è presente nel parco Adriavapore. Ma le nostre ferrovie non volevano disfarsi delle tante vetture a portiere laterali del 1906/1907, per le quali progettarono una ricostruzione a cassa metallica sui telai originali: nacquero così le vetture destinate ad essere in seguito identificate presso il grande pubblico come "centoporte". Si cominciò nel 1928 con carrozze "lunghe" immatricolate come Clz 39.000 e la 39.117, frutto però di una ricostruzione del secondo dopoguerra, è presente nel parco Adriavapore e regolarmente utilizzata. Nel 1929 furono ordinate le classiche Clz 36.000, consegnate fra il 1931 e il 1939 in ben 1.300 unità, di cui cinque sono oggi in forza ad Adriavapore, alle quali si deve aggiungere la Clz 37.094 che ci ricorda come, data la possibilità di numerare con tre cifre solo 1.000 veicoli (da 000 a 999), il gruppo delle Clz 36.000 sia "sconfinato" nel 37.000. La numerazione fu infatti stabilita da 36.000 a 37.299.

composizione 3Nel frattempo le FS proseguivano con l'immissione di nuove carrozze a scompartimenti e la Cz 31.096 del 1932, oggi unica circolante in Italia delle originarie 150, ci ricorda in modo concreto un modo di viaggiare assolutamente spartano. Come possiamo notare nella sua sigla composta da "C" (terza classe) e "z" (a carrelli) non è più presente la "I" maiuscola, che indicava fino a quell'epoca la presenza dei mantici d'intercomunicazione, indicazione rimasta però su postali e bagagliai, come il DI 92.025. Per î viaggiatori di terza classe un salto di qualità avvenne negli anni 1938/1940 con la consegna di ben 750 carrozze del gruppo Cz 32.000, dotate di scompartimenti muniti per la prima volta di sedili imbottiti. Le due unità del parco di Adriavapore vengono presentate con la marcatura di seconda classe adottata al momento dell'abolizione della terza il 3 giugno 1956, vale a dire Bz 32.585 e 32.720, a sottolineare la maggiore comodità da esse offerta. Nell'insieme pertanto il parco carrozze di Adriavapore rappresenta a grandi linee la storia della loro evoluzione tecnica in ambito FS senza dimenticarne l'estetica, caratterizzata dal ripristino della coloritura "verde vagone" che le vetture adottarono dalla creazione delle FS al 1936 e del tipico bicolore "castano e isabella" che accompagnò i treni da quell'anno fino al 1961, quando lasciò il campo al solo "castano". II viaggiare su questi veicoli ormai desueti offre al passeggero del terzo millennio la possibilità concreta di provare emozioni antiche e di valutare in diretta la lunga evoluzione che ha portato ai treni di cui si serve invece abitualmente.