Locomotive a vapore 740.143 e 740.409
La locomotiva 740-143 fa parte di un lotto di 203 locomotive
nate tra il 1911 ed il 1915 e costituenti la cosiddetta I^ serie del
gruppo 740. Questa locomotiva è stata restaurata a cura delle Officine
Grandi Riparazioni di Verona Porta Vescovo nel 1994 e nel 1998-1999
presso le Officine Manutenzione Locomotive di Bologna Centrale, ha
subito un nuovo riordino che le ha ridonato l'antico splendore di un
tempo.
La locomotiva 740.409, appartenente al medesimo gruppo della consorella
740.143, fa invece parte del lotto di 267 locomotive costituenti la
seconda serie, costruite a partire dal 1919. Le differenze più evidenti
fra la 740.409 e la 740.143 consistono nel posto di guida del
Macchinista, che qui si trova a sinistra fin dall'origine anzichè a
destra, e nel camino, che su questa macchina è di maggior diametro in
conseguenza di una modifica alla colonna di scappamento introdotta
dalla metà degli anni '30. La 740.409 ha concluso la propria carriera
in testa ai lunghi e pesanti treni di pietrisco che percorrevano la
linea Bologna - Rimini nella tratta Bologna - Forlì durante il
rinnovamento del binario nel 1971/1972 e, fino al 1978, ha prestato
servizio come locomotiva di scorta al Carro Soccorso presso i Depositi
Locomotive di Bologna C.le e Bologna San Donato. Attualmente si trovano
presso il Deposito Mezzi Storici di Rimini atte al traino dei treni
storici.
Tabella dei dati tecnici delle 740
| Caldaia | |||
|---|---|---|---|
| Dati generali | Corpo cilindrico | ||
| Lunghezza totale della caldaia | mm 9040 | Diametro interno max | mm 1544 |
| Volume d'acqua a 10 cm di altezza sul cielo | m³ 5,8 | Diametro interno min | mm 1512 |
| Volume di vapore | m³ 2,6 | Lunghezza compresa la camera fumo | mm 6280 |
| Pressione massima per cm | Kg 12 | Camera a fumo e camino | |
| Graticola | Lunghezza | mm 1400 | |
| Lunghezza (orizzontale) | mm 2517 | Diametro | mm 1656 |
| Larghezza (orizzontale) | mm 1120 | Scappamento fisso | |
| Superficie (orizzontale) (G) | mq 2,8 | Camino diametro max | mm 425 |
| Forno | Camino diametro min | mm 360 | |
| Altezza media sulla Graticola | mm 1435 | Meccanismo | |
| Lunghezza (in alto) | mm 2087 | Diametro dei cilindri | mm 540 |
| Larghezza (in alto) | mm 1275 | Corsa degli stantuffi | mm 700 |
| Tubi bollitori | Diametro delle ruote al contatto con cerchioni nuovi | mm 1370 | |
| Tipo | Liscio | Distributori a stantuffo | |
| Numero | 135 | Distribuzione sistema Walschäert | |
| Diametro | mm 52-37 | Dati speciali relativi al carro | |
| Lunghezza tra le piastre | mm 5000 | La prima sala accoppiata è spostabile trasversalmente di mm 40 e costituisce con la sala anteriore un carrello girevole di tipo italiano con traslazione del perno di mm40. | |
| Superficie di riscaldamento in
contatto coi gas caldi Tubi contenenti gli elementi surriscaldatori |
Dati generali e Caratteristiche della locomotiva | ||
| Numero | 21 | Peso totale in servizio | Kg 66500 |
| Diametro | mm 135-125 | Peso a vuoto | Kg 60300 |
| Forno al di sopra della graticola | m² 12 | Peso aderente | Kg 56400 |
| Tubi | m² 140,92 | Tender | |
| Totale (S) | m² 152,92 | Peso totale in servizio | Kg 50100 |
| Rapporto s/g | 54,6 | Peso a vuoto (con attrezzi) | Kg 22100 |
| Superficie di surriscaldamento | m² 41,23 | Capacità d'acqua | Kg 22000 |
| Rapporto S/ S¹ | 3,71 | Capacità di carbone | Kg 6000 |
| Il freno è ad aria compressa automatico e moderabile. Riscaldamento a vapore. | |||
| Produzione di vapore asciutto per ora | Kg 8100 | Rodiggio | 1-4-0 |
| Velocità massima | Km/h 65 | Potenza nominale in CV effettivi a 45 km/h | CV 980 |
La storia delle 740
Le brillanti prestazioni e l'enorme versatilità delle 740, caratterizzate da una contenuta aggressività all'armamento (grazie all'adozione del carrello italiano) e da un limitato carico assiale, segnarono immediatamente il successo di queste locomotive, costruite in 203 unità fino al 1915. Nel dopoguerra seguirono ulteriori ordini a costruttori nazionali ed esteri (Henschel), questi ultimi in conto riparazione danni di guerra; le 267 unità realizzate fra il 1919 ed il 1923 si differenziavano dalle precedenti per vari particolari, fra cui l'adozione di un tender a carrelli tipo 2'2'T22 in luogo dell'iniziale 3'T12 a 3 assi e la guida a sinistra. Nel 1920 la 740 324 fu oggetto della prima applicazione della distribuzione a valvole Caprotti in Italia, con esiti ampiamente positivi: tra il 1923 ed il 1932 essa venne dunque adottata, in versione perfezionata, su altre 7 unità, classificate inizialmente 741 e.ricostruite con distribuzione Walshaerts entro il 1952. Una consistente trasformazione interessò negli anni '50, numerose unità del gruppo 740 attraverso la dotazione di economizzatori sistema Franco-Crosti. Una prima esperienza in tal senso era stata condotta alla fine degli anni '30 su 5 unità, cui fu anche applicata una vistosa carenatura aerodinamica; fra il 1952 ed il 1960 l'installazione del sistema di preriscaldamento a gas di scarico interessò 89 esemplari, trasformati in 743, ed 81 unità modificate in 741; l'applicazione dei preriscaldatori, destinata ad innalzare ulteriormente le prestazioni delle macchine a vapore esistenti, si scontrò con.lo sviluppo delle locomotive diesel da treno, che proprio negli anni '50 muovevano i loro primi passi, ed avrebbe segnato di lì a poco un drastico ridimensionamento della trazione a vapore. Diffuse in tutto il paese ed assegnate alla quasi totalità dei depositi italiani, le 740 furono le dominatrici dei servizi merci sulla rete non elettrificata, senza peraltro sfigurare alla testa di convogli passeggeri, soprattutto sulle linee più acclivi, ove la velocità massima di 65 km/h risultava comunque adeguata ai servizi da svolgere; alcune unità furono pure utilizzate, in regime di noleggio, su ferrovie concesse (SNFT ed FSE). Con il declino del vapore, le 740 hanno visto ridurre progressivamente il loro ruolo, sopravvivendo però, grazie alla semplicità costruttiva, all'altissima affidabilità, all'economicità di esercizio e di manutenzione, a gruppi più potenti o più moderni, come le 735, o le 741 e 743, che pure costituivano una evoluzione delle 740 stesse. Insieme alle 625, 640, 940 e 981, furono tra le ultime macchine oggetto di grande riparazione fino alla metà degli anni '70.