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Locomotiva a vapore 625.100

Le locomotive del gruppo 625 sono state tra le più diffuse su linee secondarie per i servizi locali e diretti. Le prime locomotive di questo fortunato gruppo entrarono in servizio nel 1910. Fino al 1922 ne furono costruite ben 118 esemplari, gli ultimi dei quali arrivarono in Italia dalla Germania in conto riparazione ai danni di guerra. A partire dal 1929 e fino al 1933 altre 153 locomotive del gruppo 600 furono trasformate in 625 adottando, tra le innovazioni, la distribuzione a valvole tipo Caprotti. Tra il 1952 ed il 1954, 35 locomotive 625 furono dotate di due preriscaldatori tipo Franco-Crosti, assumendo un aspetto decisamente inusuale e la classificazione in gruppo 623. Sulle linee romagnole, le 625 e le 623, in dotazione al deposito di Rimini, hanno disimpegnato gran parte del traffico viaggiatori e merci. La 625.100 ha prestato servizio fino al 1998 presso il Deposito di Verona e, nel gennaio 1999, è rientrata in servizio a Bologna completamente restaurata. E' attualmente custodita, in ordine di marcia, presso il Deposito Mezzi Storici di Rimini.






Tabella dei dati tecnici delle 625


Caldaia
Dati generali Corpo cilindrico
Lunghezza totale della caldaia mm 7660 Diametro interno max mm 1500
Volume d'acqua a 10 cm di altezza sul cielo m³ 4,4 Diametro interno min mm 1470
Volume di vapore m³ 2,3 Lunghezza compresa la camera fumo mm 5310
Pressione massima per cm Kg 12 Camera a fumo e camino
Graticola Lunghezza mm 1400
Lunghezza (orizzontale) mm 2167 Diametro mm 1574
Larghezza (orizzontale) mm 1120 Scappamento fisso con giacomino
Superficie (orizzontale) (G) m 2,42 Camino diametro max mm 430
Forno Camino diametro min mm 350
Altezza media sulla Graticola mm 1430 Meccanismo
Lunghezza (in alto) mm 1750 Diametro dei cilindri mm 490
Larghezza (in alto) mm 1160 Corsa degli stantuffi mm 700
Tubi bollitori Diametro delle ruote al contatto con cerchioni nuovi mm 1510
Tipo Liscio Distributori a stantuffo
Numero 116 Distribuzione sistema Walschäert
Diametro mm 50-45 Dati speciali relativi al carro
Lunghezza tra le piastre mm 4000 La prima sala accoppiata è spostabile trasversalmente di mm 40 e costituisce con la sala anteriore un carrello girevole di tipo italiano con traslazione del perno di mm40.
Superficie di riscaldamento in contatto coi gas caldi
Tubi contenenti gli elementi surriscaldatori
Dati generali e Caratteristiche della locomotiva
Numero 21 Peso totale in servizio Kg 53900
Diametro mm 135-125 Peso a vuoto Kg 49300
Forno al di sopra della graticola m² 9,90 Peso aderente Kg 43200
Tubi m² 98,60 Tender a tre assi
Totale (S) m² 108,50 Peso totale in servizio Kg 31900
Rapporto s/g 44,8 Peso a vuoto (con attrezzi) Kg 13900
Superficie di surriscaldamento m² 33,50 Capacità d'acqua Kg 12000
Rapporto S/ S¹ 3,24 Capacità di carbone Kg 6000
Il freno è ad aria compressa automatico e moderabile. Riscaldamento a vapore.
Produzione di vapore asciutto per ora Kg 6500 Rodiggio 1-3-0
Velocità ammessa (corrispondente a giri 287 per minuto delle ruote con cerchioni di 50mm(d=1480)) Km/h 80 Sforzo di trazione Kg 10200
Potenza nominale in CV effettivi a 45 km/h CV 880


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La storia delle 625


Il gruppo 625 costituisce un'evoluzione del gruppo 600, progettato dall'Ufficio studi della Rete. Il gruppo 600 aveva segnato l'avvento ed il successo del carrello italiano, che collegava l'asse portante anteriore ed il primo asse motore, migliorando notevolmente il comportamento dinamico del mezzo in curva, grazie alla riduzione del passo rigido. Le locomotive gruppo 600, dal rodiggio 1'C, avevano dato buoni risultati, in quanto molto versatili e dal contenuto carico assiale, nonché di facile condotta. Con la nazionalizzazione delle ferrovie si presentò la necessità di un rapido rinnovamento del parco motore, in gran parte basato su modelli obsoleti e di potenza inadeguata; esigenze di economia e celerità suggerirono di rielaborare i progetti delle ultime macchine costruite, migliorandone ulteriormente le prestazioni con l'utilizzo del vapore surriscaldato in luogo di quello saturo; da questa evoluzione derivarono le locomotive gruppo 625 dal gruppo 600. Come per le 600, si trattava di macchine a cilindri interni e distribuzione Walschaerts; il surriscaldatore, peraltro, aveva determinato un incremento di potenza di circa il 15% rispetto alle corrispondenti locomotive a vapore saturo. Costruite in 108 esemplari tra il 1910 e 1914, si dimostrarono estremamente versatili e dalla elevata affidabilità, tanto che nel 1922/1923 seguì la realizzazione di ulteriori 80 unità , parte delle quali realizzata dalla Shwartzkopff di Berlino per conto riparazione dei danni di guerra. Inizialmente dotate di tender a carrelli da 22 mc, vennero successivamente accoppiate a tender a 3 assi da 16.5 mc; il tender originario, dimostratosi sovradimensionato per l'esercizio ordinario, venne dirottato alle locomotive gr. 680; peraltro, date le non ottime caratteristiche dinamiche dei tender a tre assi nella circolazione a ritroso, alcune 625 circolanti su linee intorno a Campobasso (ove la mancanza di idonee piattaforme impediva la giratura delle macchine) vennero nuovamente accoppiate a tender a carrelli. Nell'esercizio ordinario, grazie ad una velocità massima di 80 km/h, le 625 vennero utilizzate per il traino di treni sia viaggiatori che merci, prevalentemente su linee dal profilo pianeggiante e misto. Negli anni '30 entrarono a far parte del gruppo 625 altre 153 locomotive del gruppo 600, trasformate con l'adozione del surriscaldatore e della distribuzione a valvole sistema Caprotti. Tra il 1952 ed il 1954, 45 unità del gruppo 625 (di cui 35 originali e 10 derivate dal gruppo 600) vennero dotate di preriscaldatori sistema Franco - Crosti e rinumerate 623; questa trasformazione, che permetteva un aumento delle prestazioni, giungeva tuttavia alla vigilia del massiccio piano di ammodernamento che, nel decennio successivo, avrebbe condotto alla drastica riduzione del ruolo della trazione a vapore, tanto che le 623 furono tutte accantonante negli anni '60. Le 625, più longeve e diffuse in quasi tutto il territorio nazionale, sopravvissero fino alla definitiva scomparsa della trazione a vapore; gli ultimi deposti che ne utilizzavano un buon numero furono quelli di Cremona (servizio viaggiatori e merci) e Campobasso (solo treni merci) e gli ultimi servizi regolari cessarono nel 1976.