211-063

Automotore da manovra 211.063

Fino agli anni '30 la marcia dei treni merci raccoglitori era fortemente rallentata dalla necessità di manovrare i singoli carri con la locomotiva titolare del convoglio, almeno in quelle stazioni medio - piccole che non disponevano di un mezzo di manovra. In quegli stessi anni la crisi economica mondiale e la concorrenza dei mezzi su gomma rendevano indilazionabile per le ferrovie la ricerca di un servizio più economico e celere. Sulla base di alcune esperienze estere nel 1931/32 le FS acquistarono i primi carrelli automotori, costruiti su licenza della tedesca Breuer, che si dimostrarono la risposta giusta al problema, permettendo l'assegnazione di tali mezzi di manovra anche in piccole stazioni dove sarebbe stato impensabile distaccare una locomotiva a vapore per quello scopo. Oltre a ciò un'economia derivava dal fatto che gli automotori non necessitavano per la condotta di macchinisti, bastando il personale di movimento della stazione di assegnazione, istruito con un breve apprendistato. Il successo di questi mezzi, di basso costo di acquisto e di gestione, si estese presto ai raccordi privati, dando vita nell'insieme a una singolare galleria di rotabili, costruiti prima dalle Officine di Costamasnaga e poi dalla Antonio Badoni di Lecco. Per la loro sagoma inconfondibile questi automotori si guadagnarono il soprannome di "sogliola" (o "uscio" in Toscana) rivoluzionando il servizio di manovra e spingendosi talvolta con brevi tradotte su limitati percorsi di piena linea, almeno con i modelli di maggiori prestazioni. Fra tali modelli relativamente potenti c'era il tipo ABL V NE, classificato dalle FS con i numeri da 5025 a 5079 e poi riclassificato come Gruppo 211, con numerazione da 025 a 079. Con una potenza di 83 kW, una velocità massima di 40 km/h, una massa in servizio di sole 12 t, cambio meccanico a 4 velocità e trasmissione a catena, tale mezzo svolgeva egregiamente il genere di compiti a lui assegnati, compresi i limitati servizi in linea per i quali le unità da 075 a 079 erano specificamente attrezzate e riconoscibili esternamente per le porte scorrevoli della cabina. La 211.063 di Adriavapore, costruita da Badoni nel 1948 con motorizzazione Diesel Fiat, è stata recuperata da un accantonamento senza prospettive nel deposito di Bologna Centrale e il 12 settembre 1999, rimessa a nuovo, ha raggiunto con i propri mezzi il Deposito Rotabili Storici di Rimini, dove ora si dedica alla manovra, continuando ancora un lavoro spesso misconosciuto, ma assolutamente indispensabile alla vita delle ferrovie.

Tabella dei dati tecnici del 211.063


Rodiggio B Alimentazione Naturale
Massa 12,2 t Raffreddamento Acqua
Lunghezza 4162 mm Potenza e velocità 83,1 Kw a 1900 giri
Larghezza 3100 mm Tipo del cambio Meccanico
Altezza 3995 mm Modello del cambio FIAT 4 rapporti più 4 ridotti
Passo Da 3396 a 3476 mm Riduttore Incorporato nel cambio
Diametro ruote 600 mm Trasmissione finale 2 rami di catene
Vel. Max. 41,5 Km/h Rapporto di trasmissione 1/5,18
Forza di trazione max 39,2 kN Freno Pneumatico e manuale
Tipo motore Diesel a 4 tempi Anno di prima costruzione 1948
Modello motore FIAT 366/45 Unità costruite 55
Numero cilindri Sei in linea Classificazione FS 5025-5079 (poi 211.025-221.079)